interventi:
Dott.ssa Donatella Caponetti, Dir.Centro Giustizia Minorile del Lazio
L'esperienza realizzata, nel suo fondamentale carattere di sperimentazione, ha permesso di evidenziare le potenzialità insite nell'utilizzo della barca a vela come occasione educativa.

Il Centro Giustizia Minorile di Roma ha accolto con molto interesse la proposta di collaborazione da parte dell'Associazione Handy Cup onlus che, all'interno del Protocollo d'Intesa tra Dipartimento Giustizia Minorile e Unione Vela Solidale, ha realizzato un progetto sperimentale centrato sull'utilizzo della barca a vela come contesto sportivo, che ha visto il coinvolgimento di alcuni ragazzi presi in carico dai servizi minorili di Roma.
La filosofia sottostante il D.P.R. 448/88 che disciplina il Processo Penale Minorile individua come strumento privilegiato per il cosiddetto trattamento dell'adolescente autore di reato il "progetto educativo individualizzato" attraverso il quale far s“ che l'esperienza penale del ragazzo possa trasformarsi in un'occasione educativa e di evoluzione. I Servizi Minorili della Giustizia sono chiamati a perseguire tale obiettivo collocandosi come "pezzo" di un pi�ù complesso sistema d'intervento che vede coinvolti non solo altri servizi delle Istituzioni pubbliche, ma anche la società civile e le realtà del privato sociale, nel rispetto delle specifiche competenze di ciascuno e della reciprocità dei ruoli. In quest'ottica, una delle linee operative che caratterizzano l'attività del Centro Giustizia Minorile � rappresentata proprio da un'intensa attività di sensibilizzazione territoriale e di raccordo con strutture e servizi per la costruzione e condivisione di progettualità in favore dell'utenza penale minorile.
Le collaborazioni da tempo avviate con Enti e Associazioni sportive hanno consentito di cogliere la valenza educativa dello sport inteso non solo come occasione di formazione e di sviluppo psico-fisico, ma anche come contesto relazionale in cui l'adolescente può confrontarsi con dimensioni quali l'impegno, la costanza, la concentrazione, il rispetto delle regole. Le esperienze effettuate, non ultima quella che vede l'utilizzo della barca a vela, hanno fatto emergere l'importanza di progettare contesti complessi d'intervento in cui far convergere e dialogare competenze diverse, quelle dei servizi e quelle delle associazioni, quelle tecniche e quelle psico-educative, al fine di realizzare percorsi chiari, coerenti con il pi� complessivo progetto educativo del ragazzo, nonché commisurati alle sue possibilità d risposta.
Questo � stato il filo rosso che ha accompagnato i diversi momenti della collaborazione con l'associazione Handy Cup per la realizzazione del Progetto "Siamo tutti sulla stessa barca" che, nell'esperienza dei Servizi Minorili di Roma, rappresentava uno strumento nuovo cui dare una specifica collocazione all'interno delle pi� generali strategie d'intervento. Ciò ha comportato un significativo investimento di risorse per la diffusione del progetto nei servizi secondo una modalità che non si limitasse solo ad un passaggio d'informazioni, ma ad una pi� sostanziale condivisione di senso sull'esperienza da parte degli operatori da un lato e dei referenti dell'Associazione dall'altro.
L'esperienza realizzata, nel suo fondamentale carattere di sperimentazione, ha permesso di evidenziare le potenzialità insite nell'utilizzo della barca a vela come occasione educativa e nello stesso tempo di evidenziare ambiti e aspetti dell'intervento rispetto ai quali affinare le competenze e le strategie di collaborazione ed � in questa prospettiva che potranno essere considerate eventuali ulteriori progettualità.
E' gradita l'occasione per esprimere un ringraziamento all'Assessorato alla Cultura, spettacolo e sport che ha reso possibile l'iniziativa, stanziando un apposito finanziamento, all'Associazione Handy Cup e agli istruttori della Scuola di Vela "Maldimare" e ai Direttori ed operatori dei Servizi Minorili per l'accompagnamento delle diverse fasi del progetto.